Tai Rosso

Il vitigno autoctono dei Colli Berici. La natura genetica è quella del Cannonau sardo, del Grenache francese e della Garnacha spagnola, ma nel vicentino ha trovato una sua specifica identità e tipicità.

Colore rosso rubino e bouquet ampio con note di ciliegia, lampone, viola e spezie. In bocca tannini delicati ed un elegante retrogusto di mandorle e rosa canina. Perfetto nel tradizionale abbinamento con la Soprèssa Vicentina D.O.P. e con il baccalà alla vicentina.

L’uva si presta ad essere vinificata sia per una versione del vino più fresca e immediata, che a una più robusta e strutturata. Proprio la valorizzazione di questa vocazione più intensa è frutto del progetto del Consorzio di tutela Colli Berici e Vicenza Tai Rosso Riserva. Il Tai Rosso che nella tradizione si è sempre consumato giovane, ha dimostrato nel tempo di affinamento finezza e eleganza. Molte aziende hanno aderito a questo progetto e dalla vendemmia 2009 Tai Rosso Riserva è stato inserito nel nuovo disciplinare di produzione.

 


Una curiosità: l’origine misteriosa del vitigno

Il Tai Rosso è conosciuto anche come el vin del marangon, cioè il vino del falegname. Perchè?
Secondo una leggenda, tuttora fortemente radicata nella credenza popolare, un falegname di Barbarano Vicentino, suddito dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria, di ritorno in patria dopo una missione in Ungheria portò con sé delle barbatelle di Tocai Rosso (il vecchio nome del vino fino al 2007), piantandole poi con successo nel paese natio. La verità potrebbe però essere un’altra e collocarsi nella seconda metà dell’Ottocento, quando i Veneti, da abituali esportatori di vino, furono costretti a diventare forti importatori a seguito della massiccia distruzione dei vigneti causata dalla peronospora e dalla fillossera, nel tentativo, peraltro riuscito, di reintegrare il patrimonio viticolo. Vennero allora messi a dimora nuovi vitigni, molti dei quali francesi (Pinot, Sauvignon, Merlot, Cabernet,…). C’è anche chi sostiene che il Tai Rosso sia sempre esistito in terra berica, magari sotto diversa nomenclatura, appartenente a qualche ceppo di Schiave, diffusissime nel Vicentino. Potrebbe aver assunto il nome di Tocai Rosso nell’Ottocento, quando si diffuse la moda del Tocaj ungherese, vanto allora delle mense più ricche. La versione storicamente più attendibile e documentata, però, considera il tai rosso un dono ricevuto nei secoli scorsi dai vescovi di Vicenza, feudatari di Barbarano e ospiti a più riprese ad Avignone, i quali avrebbero portato e piantato nel territorio dei Colli Berici dei tralci di uve provenzali del Vaucluse.


Inserto Tai Rosso

Contatti

Consorzio Tutela Vini DOC Colli Berici e Vicenza

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